Da diversi anni il movimento per i diritti dei lavoratori e, soprattutto, dei diritti di chi non ha lavoro o ne ha di saltuari e assai precari, registra un arretramento sia nelle condizioni e nelle situazioni del lavoro che nelle possibilità e prospettive per un futuro migliore. Sembra di assistere ad una lenta ma inarrestabile e rassegnata ritirata di fronte a necessità come la competitività internazionale……
La globalizzazione e la de-localizzazione non regolate né guidate hanno messo in concorrenza sistemi di produzione che utilizzano mano d’opera a bassissimo costo, e con tutele dei diritti assai scarse, con sistemi come i nostri con un livello di vita più alto e costoso che, più o meno, almeno in teoria, riconoscono i diritti fondamentali alla manodopera. Questo ha portato ad un abbassamento generale delle retribuzioni e delle condizioni dei lavoratori e al diffondersi del precariato e della disoccupazione nei paesi industrializzati.
La crisi mondiale in atto ha evidenziato una situazione gravissima di tutto il sistema economico. Alquanto scoraggiante è il fatto che, per studiare ed adottare misure per salvare il sistema ci si avvale di tecnici ed “esperti” che sono stati i primi responsabili della situazione…. Persino il presidente degli Stati Uniti, Obama, fra i suoi massimi consiglieri in merito ha direttori di banche pesantemente coinvolte e responsabili…..
Il campo di lotta per i diritti dei lavoratori, come per vari altri diritti fondamentali dell’uomo, si è allargato man mano che si sono sviluppati i rapporti e gli scambi internazionali. In un mondo sempre più globalizzato occorre consapevolezza, organismi soprannazionali e movimenti in grado di rappresentare e guidare le masse per la conquista e la difesa dei diritti.
Nelle società “primitive” tutti avevano una capanna per dormire, un minimo per vivere, una “vita” sociale, ecc. Non possiamo rassegnarci al fatto che nelle società “moderne”, per tanti sia praticamente impossibile avere i più elementari mezzi di sussistenza, di istruzione, prospettive future, ecc…
L’intero sistema globale è fallimentare in quanto ha portato ad un mondo di pochi ricchi, di moltissimi poveri e di milioni che muoiono di fame o sono ai limiti della sussistenza.
Bisogna maturare la consapevolezza che, come ai tempi delle prime lotte dei lavoratori, bisogna unire le forze di tutti gli oppressi e delle fasce medio-basse della società globale e rivendicare un diverso ordine mondiale.
Le risorse globali sono di tutti e devono andare a beneficio comune; ogni proprietà delle risorse dovrebbe essere solo parziale, condizionata o a tempo….Occorrono forme di ri-distribuzione globale pacifiche e democratiche…Occorrono forme di produzione “a misura d’uomo” e per l’uomo.
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Nuovo Ordine Globale – 1a parte
Nuovo Ordine Globale – 2a parte
Nuovo Ordine Globale – 3a parte
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