La forza dei deboli

L’unione fa la forza“.

Molte specie viventi hanno trovato il loro punto di forza in forme più o meno accentuate di collaborazione reciproca.

La specie umana non fa eccezione, anzi, più che altre specie, ha saputo sviluppare anche forme particolarmente complesse e varie per affrontare meglio sfide di ogni genere.

La strategia è valida anche e soprattutto in riferimento a condizioni di maggiore difficoltà. Per questo nella situazione generale di crisi economica e sociale mondiale e, in particolare, per affrontare meglio i drammi e le sfide del dopo terremoto, sarebbe opportuno ricorrere più possibile alla collaborazione reciproca

Non vanno certamente sottovalutate o, tantomeno condannate, le varie forme di aiuto ed assistenza pubblica e privata che, in una società civile, dovrebbero invece essere forti e ben organizzate. Ma siamo ben consapevoli dei limiti ed i pericoli concreti in una realtà come quella italiana nella quale solitamente gli aiuti pubblici, nella migliore delle ipotesi e cioè quando non finiscono in gran parte alla mafia, al clientelismo e ai profittatori, si disperdono in rivoli e burocrazie…Le grosse somme richiamano grossi interessi e grossi “pescecani”. Non è difficile prevedere una “invasione” di gruppi mafiosi e/o illegalità varia e diffusa…

Così sarebbero di grande aiuto tutte le iniziative di coloro che sono direttamente colpiti dalle calamità o dalle difficoltà economiche e sociali del nostro sistema: comitati, organizzazioni, elezione di rappresentanti, organi di stimolo e di controllo, sistemi di interscambi ed aiuti reciproci, autogestione, ecc.

I diretti interessati, avendo poco o nulla da perdere, oltre al massimo interesse ovvio in prima persona, hanno una grande forza da spendere in una ricostruzione più veloce e più adeguata ai bisogni concreti delle popolazioni colpite…..

In questo momento l’attenzione va naturalmente ai terremotati, ma il criterio è universale e andrebbe applicato a tutte le situazioni di povertà e di bisogno. Come esposto altrove, bisogna immaginare e costruire un diverso ordine globale. Per poterlo realizzare bisogna far leva soprattutto sulla “forza dei deboli“, dei poveri, dei bisognosi, degli emarginati, degli esclusi…..

Lascia un commento