Originale:
E’ un istituto di credito molto particolare. Presso il suo sportello non si deposita denaro e non si riscuotono interessi. Nella Banca del tempo si deposita la propria disponibilità a scambiare prestazioni con altri aderenti usando il tempo come unità di misura degli scambi.
A ciascuno degli aderenti viene intestato un conto corrente e dato un libretto di assegni. Entrambi sono sottoposti a controllo per evitare che si vada in rosso oppure che ci siano depositi troppo alti. La Banca realizza il massimo di utile quando rimane senza depositi in cassa; il correntista quando ha esaurito gli assegni.
L’adesione è volontaria e l’unico obbligo che ne deriva è quello di rendere il tempo ricevuto. Per far vivere la Banca è necessaria, di tanto in tanto, una ricapitalizzazione del tempo da parte dei correntisti e la raccolta di nuovi aderenti.
La Banca del tempo è regolata dal principio dello scambio. Scambio di tempo contro altro tempo e di prestazioni contro altre prestazioni con una condizione di completa parità tra le persone. Il tempo offerto e richiesto ha lo stesso valore indipendentemente dalla condizione sociale, economica o professionale di coloro che aderiscono.
In Italia le Banche del tempo avviate e funzionamenti sono circa ottanta. La prima è nata nel 1992 a Parma per iniziativa del sindacato pensionati della UIL, ma l’antesignana delle banche attualmente esistenti è nata nel 1995 su proposta del Comitato Pari Opportunità del Comune di Sant’Arcangelo di Romagna. Altre realtà hanno avviato il progetto: Milano, Perugia, Padova e Roma attraverso l’Ufficio Tempi e Orari della città; Ivrea, Vercelli, Napoli, Novara, Venezia, Aosta e per iniziativa di associazioni e sindacati. L’unica banca attualmente funzionante in Toscana opera a Certaldo.
Il tempo può essere usato e valutato in modo diverso solo a partire dalla disponibilità dei singoli e questo può essere deciso attraverso le regole interne che gli aderenti alla banca si daranno. Ciò potrebbe essere fatto attraverso uno “statuto”, periodicamente aggiornabile, o un più semplice regolamento.
La diversa condizione dei correntisti può porre un problema e cioè: il peso del tempo scambiato può variare a seconda della quantità di chi ne dispone? E’ semplice per gli scambi tra le persone che lavorano, qualunque sia la loro professione, ma un’ora di un pensionato vale come quella di un lavoratore dipendente oppure può valere di meno? A Parma, un pensionato scambia un’ora contro la mezz’ora di un lavoratore; a Sant’Arcangelo lo scambio avviene per ore alla pari. Quest’ultima scelta risponde meglio all’obiettivo di dare valore al tempo e alla parità tra i soggetti.
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