Da MediaMente:
I sostenitori della globalizzazione neo-liberista ritengono che questa porti dei vantaggi anche ai Paesi del Terzo mondo. Lei cosa ne pensa?
L’attuale sistema commerciale e finanziario lavora a vantaggio dei paesi ricchi e di qualche paese povero. La maggioranza di questi ultimi, invece, soffre per la liberalizzazione troppo veloce delle importazioni, che fa sì che nei paesi ricchi in Europa e in America arrivi cibo a basso costo, mentre milioni di contadini del Terzo mondo perdono la terra. Molti Paesi in via di sviluppo, come Cina, Thailandia, Argentina, Indonesia sono sprofondati nel baratro per la globalizzazione troppo veloce. Così credo che l’intero modello della politica di globalizzazione sia sbagliato.
Quali sono i fini del “Third World Network”?
Si tratta di un network di movimenti sociali e di gruppi di cittadini di molti paesi del Terzo mondo – Asia, Malesia (dove abbiamo il segretariato) Africa e America Latina – che porta la voce di questi nell’ “arena” globale; abbiamo constatato, infatti, che molte decisioni vengono prese dalle istituzioni in conferenze globali. Con questo network intendiamo rappresentare tutti i punti di vista, quando vengono prese le decisioni.
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