Nuovo Ordine Globale – 3a parte

(Nuovo Ordine Globale – 1a parte)

(Nuovo Ordine Globale – 2a parte)

I criteri in base ai quali proporre un Nuovo Ordine Mondiale possono essere compresi in due categorie, più o meno in contrapposizione tra loro. Bisogna evitare sia Scilla che Cariddi passandoci nel mezzo indenni.

1) Le risorse del pianeta appartengono ai suoi abitanti; a tutti, animali e piante comprese. Pertanto dovrebbero essere distribuite in modo adeguato affinché ciascuno abbia la parte che gli spetta. Ogni nuovo nato ha dei diritti fondamentali sanciti, tra l’altro, nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

2) Come abbiamo visto, i sistemi che hanno provato il socialismo reale hanno fallito più o meno miseramente a causa a) del ricorso alla costrizione invece che alla condivisione, b) mancanza di sufficiente interesse personale, c) inesistente o insufficiente concorrenza ai diversi livelli della vita sociale ed individuale.

Allora cosa e come fare?

Prima di tutto e soprattutto occorre un cambiamento profondo di mentalità nella cultura civile comune perché ci si renda conto della situazione fallimentare della gestione globale, per scrollarci di dosso il senso di ineluttabilità e di impotenza di fronte al disastro generale, per convincerci e convincere che si può e si deve cambiare radicalmente il sistema complessivo in modo da garantire almeno i diritti minimi a tutti e uno sviluppo equo ed eco-compatibile per tutto il pianeta. E’ necessario renderci consapevoli che la miseria generalizzata, le guerre e le ingiustizie che colpiscono gran parte dell’umanità non sono situazioni normali, mali inevitabili della civiltà, prodotti da incapacità dei popoli poveri, una “volontà divina”, ecc.

Occorre evidenziare i vantaggi della  giustizia, della integrazione e solidarietà reciproca comune. In una società sempre più interdipendente, i problemi, le ingiustizie, le malattie, le guerre, la miseria,  le insicurezze, l’inquinamento, lo sfruttamento indiscriminato delle risorse, la distruzione ecologica, ecc. si ripercuotono negativamente sull’intera umanità. Come la malattia di una parte del nostro organismo si ripercuote su tutto il corpo e va curata prima possibile per evitare che pregiudichi anche altri organi o persino l’intera persona, la situazione di grave miseria, malattia e sottosviluppo di una parte importante dell’umanità, oltre ad essere inaccettabile sul piano della giustizia e del bene complessivo globale, si riflette pesantemente anche nei rapporti e nelle condizioni di vita di quasi tutti gli abitanti del pianeta, anche nei paesi più sviluppati. Infatti, proprio perché si mettono in concorrenza i sistemi di produzione e di lavoro dei paesi più industrializzati con quelli in via di sviluppo o poveri, cresce la precarietà del lavoro, la disoccupazione, cala la qualità della vita, ecc…. La soluzione di tali problemi sarebbe un bene per tutti.

Un sistema sociale globale offrirebbe maggiori garanzie a tutti. Come il garantire libertà di espressione anche a chi propone idee opposte alle nostre assicura anche a noi tale libertà, altrettanto vale per tutti gli aspetti del sociale: garantire una condizione di vita umana minima assicura anche a noi altrettanto in caso di necessità. In una società nella quale la specializzazione e l’interdipendenza sono sempre più accentuate, un apporto di tutti consentirebbe maggiore e migliore sviluppo scientifico e tecnologico….

La proprietà privata si potrebbe/dovrebbe intendere condizionata e/o a tempo per impedire che le risorse vengano accumulate troppo. Nel secolo scorso in Italia si dovette risolvere il problema del latifondo per dare terra e mezzi di sussistenza a tanta gente. Oggi, a livello mondiale, esiste un problema simile a livelli molto più grandi: le risorse del pianeta sono state accumulate nelle mani di pochi individui anzi, quel che è peggio, nelle “mani” di gruppi gestiti dai capitali che seguono logiche ed interessi impersonali e, non necessariamente, umani. Questa è la causa di una grande povertà diffusa su gran parte del pianeta. La globalizzazione ha contribuito ad accentuare il  problema. In ogni caso, qualsiasi siano state le cause, occorre una significativa ridistribuzione delle risorse.

Se le risorse e la produzione globale fossero insufficienti per garantire un livello di vita minimo “umano” a tutti, o si trova il modo di aumentare la produzione, sempre in modo da non impoverire il pianeta e l’eco compatibilità, o si devono disincentivare le nascite.

Abbiamo visto che le guerre, le violenze e le imposizioni messe in atto dai regimi comunisti/socialisti per dare i mezzi di produzione ai lavoratori, invece di risolvere il problema, lo hanno peggiorato. Per questo bisogna far ricorso alla “lotta” pacifica e democratica di una politica ed un sindacalismo internazionale forte e unito sui temi di fondo. Per problemi globali occorre una politica ed un sindacalismo globale cosciente dei diritti di gran parte dell’umanità.

Bisogna garantire sia l’interesse personale al proprio miglioramento economico, sociale, alla realizzazione dei propri ideali, mantenere la competizione e la concorrenza, sia i diritti di tutti.

L’ONU in teoria è l’organismo che rappresenta tutti governi del mondo quindi dovrebbe regolare i rapporti internazionali, dirimere pacificamente le questioni tra stati e organismi soprannazionali, difendere i diritti dei popoli più deboli ed oppressi, promuovere la giustizia, l’istruzione, lo sviluppo, combattere l’inquinamento e lo sfruttamento irresponsabile delle risorse del pianeta, ecc. Abbiamo visto che l’ONU è ormai quasi completamente inefficiente e le risorse che spende sono in gran parte assorbite dall’apparato…(Assemblea Generale dell’Onu, tutti d’accordo su una cosa: l’Onu è inutile)

Evidentemente per l’incapacità dell’ONU a risolvere i problemi internazionali, negli ultimi decenni sono nati altri organismi come i G7, G8, G20; organizzazioni umanitarie; ecc. Il G8 rappresenta gli 8 paesi economicamente più grandi del mondo e, come i precedenti Gx, regola gli aspetti economici dell’economia globale. Attraverso la gestione dei sistemi economici e la determinazione delle sue leggi, si possono controllare molte delle leve principali del governo mondiale. Il fatto che questo aspetto sia gestito dai paesi più ricchi, anche supponendo le loro migliori intenzioni, cosa che è lecito dubitare, le prospettive e gli interessi non possono non essere loro, non certo quelli dei poveri, bisognosi e sottosviluppati.

A seguito della gravissima crisi monetaria internazionale, è appunto il G8 il punto di riferimento a cui si rivolgono i governi per tentare di trovare le risposte più adeguate alla situazione. Vista l’estrema gravità del problema, in via eccezionale, per coinvolgere anche le economie dei paesi emergenti, si è pensato bene di ricorrere al G20. In tutto questo l’ONU non ha neanche voce!

Come qualunque conquista del mondo operaio e sociale è partita dal basso, dai lavoratori e dalle masse oppresse, anche per realizzare un nuovo ordine globale occorre far leva sui popoli, specialmente quelli più oppressi ed impoveriti. Al posto delle società delle nazioni più ricche e potenti e dei vari organismi come i Gx, occorre costruire una Democrazia Globale, una Democrazia dei Popoli

Fortunatamente non si parte da zero: ci sono stati e ci sono tentativi ed esperienze che tendono a migliorare o risolvere i problemi mondiali. In ogni caso dovrebbero essere le richieste e le proposte dei popoli, specialmente dei  più direttamente interessati, a determinare le soluzioni, più che le nostre concettualizzazioni astratte…

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