Riproposta della campagna del Partito Radicale Transnazionale ai membri dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa come stimolo e come un possibile punto di partenza per un Nuovo Ordine Globale
Originale
Per una Organizzazione Mondiale delle Democrazie e della Democrazia
Documento di presentazione della campagna del Partito Radicale Transnazionale ai membri dell’Assemblea Parlamentare del Consiglio d’Europa
1. La “Community of Democracies” : da Varsavia a Seoul
2. Il Partito Radicale Transnazionale e la “Community of Democracies”: alcune idee per il suo sviluppo
3. Verso una trasformazione del Consiglio d’Europa in “Consiglio Mondiale delle Democrazie”
1. La “Community of Democracies”: da Varsavia a Seoul
La Community of Democracies nasce a Varsavia nel giugno 2000. In quella sede i Paesi fondatori (il Convening Group composto da Cile, Repubblica Ceca, Repubblica di Corea, India, Mali, Messico, Polonia, Portogallo, Sud Africa e Stati Uniti) si erano impegnati, con l’adozione di una dichiarazione finale, alla costruzione di una Community of Democracies, come associazione di Paesi democratici dediti al rafforzamento dei valori e delle istituzioni democratiche a livello nazionale e internazionale.
Dal 10 al 12 novembre 2002 il governo della Repubblica di Corea ha ospitato la seconda Conferenza Ministeriale della Community of Democracies, alla quale hanno partecipato, su invito del Gruppo promotore, i rappresentanti di 110 Paesi e organizzazioni internazionali.
La Conferenza Ministeriale di Seoul si è conclusa, il 12 novembre, con l’adozione di un Piano d’Azione e di una dichiarazione degli Stati della Community of Democracies sul terrorismo. I partecipanti alla Conferenza hanno riaffermato i principi della Dichiarazione di Varsavia e gli obiettivi contenuti nella Carta delle Nazioni Unite e negli altri strumenti internazionali a protezione dei diritti umani, mirando alla protezione e al consolidamento della democrazia a livello mondiale attraverso la cooperazione come risposta valida alle minacce ricorrenti alla democrazia.
Rispetto alla dichiarazione di Varsavia, il Piano d’Azione di Seoul contiene anche procedure per mettere in pratica la volontà di consolidare e proteggere la democrazia nei suoi vari aspetti. In particolare nelle procedure si fa riferimento all’incoraggiamento da parte del gruppo promotore e di altri Paesi interessati che fanno parte della Community of Democracies, della formazione di coalizioni e caucus di supporto alla democrazia.
Se è vero che non si fa menzione specifica dell’ambito in cui tali caucus possano essere istituiti, viene spontaneo immaginarli all’interno di organizzazioni già operanti, come le Nazioni Unite o le varie organizzazioni regionali. Inoltre viene specificato che il Gruppo promotore fungerà da punto di collegamento tra regioni e organizzazioni regionali per promuovere la condivisione delle migliori pratiche e idee.
E’ nostra convinzione che, in questa fase, diventino fondamentali sia l’allargamento del Gruppo Promotore ad altri Stati che ne facciano ufficialmente richiesta, sia l’adozione da parte del Gruppo Promotore di regole per il suo stesso funzionamento e la sua convocazione. Una necessità, quest’ultima, che i ministri degli esteri del Gruppo Promotore avevano già esplicitamente riconosciuta impegnandosi, il 12 settembre 2000, in un comunicato congiunto, a elaborare procedure per la direzione delle attività del Gruppo Promotore e di quelle di “democracy caucuses” informali, ma alla quale non avevano mai dato seguito pratico.
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