Un miliardo di persone senza acqua potabile

Da Il Messaggero:

ROMA (3 marzo) – Un miliardo di persone, nel mondo, non hanno l’acqua. Nuovo allarme idrico, lanciato dal Centro nazionale per le ricerche. I dati sulla popolazione mondiale indicano infatti che circa un miliardo di persone non dispone di acqua potabile, circa 2,5 miliardi non possiede i servizi sanitari, solo il 16% usufruisce di acqua in casa mentre l’84% deve cercarla presso fonti dove è scarsa o di qualità scadente. Inoltre 8 milioni di persone, per lo più bambini, muoiono ogni anno per malattie legate a carenza di acque.

La situazione europea. E se nel mondo troppi rubinetti sono a secco, anche l’Europa e l’Italia registrano problemi di approvvigionamento d’acqua: l’11% della popolazione e il 17% del territorio europeo sono interessati da fenomeni di carenza idrica che, secondo le previsioni, tendono ad allargarsi. In Italia si stima che la crisi d’acqua colpisca circa il 20-25% della popolazione, specie nel Sud e nelle isole. La disponibilità d’acqua nel nostro Paese ammonta a circa 51-52 miliardi di metri cubi l’anno, con forti variabili tra il Nord che riscontra eccedenze tra domanda e offerta, e il Sud che consuma tutta l’acqua disponibile. «In Italia, gli apporti meteorici sono di circa 980 metri cubi all’anno procapite, superiori a quelli della media europea ma le perdite naturali, le difficoltà tecniche di accesso a parte delle risorse comporta una riduzione delle disponibilità del 65 per cento», sostiene Romano Pagnotta del Cnr.

A lanciare un nuovo forte allarme sulla crisi mondiale e nazionale di approvvigionamenti idrici sono un pool di scienziati riunitisi oggi a Roma, nella sede del Cnr, per il brain storm “Risorse idriche e sviluppo sostenibile, il ruolo della ricerca”, promosso dal Dipartimento terra e ambiente del Cnr, diretto da Giuseppe Cavarretta. All’incontro, cui ha partecipato anche il presidente della commissione Ambiente del Senato, Antonio D’Alì, hanno preso parte esperti del Miur, di autorità di bacino, dell’Ispra, della commissione Ambiente della Conferenza delle Regioni e dell’Iss.

Dagli esperti riuniti al Cnr arriva un monito: per superare questa crisi cruciale bisogna puntare a più ricerca scientifica, a più politiche mirate e gestite sulla base delle conoscenze acquisite, a una maggiore educazione al risparmio d’acqua dei cittadini. Dal convegno, inoltre, arriva anche un appello al governo per un programma nazionale di tutela e corretta gestione del bene acqua. La stima. «Per fine secolo stimiamo una presenza di 9-10 miliardi di persone sul nostro pianeta. Per mangiare saranno incrementati allevamenti di bovini e colture: due settori che hanno molto bisogno di acqua. È troppo oneroso tutto questo in termini di fabbisogno idrico, sarà quindi necessario -dice ancora Cavarretta- riorientare il sistema degli allevamenti e gestire bene quello dei terreni agricoli. Non a caso sia l’Ue con le sue direttive che l’Unesco con i suoi filoni di ricerca stanno impegnandosi per prevenire un collasso di approvvigionamento idrico attraverso conoscenze mirate».

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