Nel caso di Eluana Englaro coloro che si sono opposti e si oppongono alla sospensione della nutrizione sostengono che si commetterebbe un omicidio in quanto la nutrizione e l’idratazione non sarebbero cure ma semplice e normale alimentazione dovuta ad ogni essere umano.
Se si considera un omicidio il lasciar morire di fame Eulana e che si dovrebbe fare ogni sforzo per mantenerla in vita, si dovrebbe considerare molto più grave (sterminio) lasciar morire di fame i milioni di denutriti dei paesi poveri e si dovrebbe fare di tutto per risolvere il problema.
Infatti, mentre Eulana è comunque in uno stato estremo, coloro che muoiono di fame sono esseri umani che sarebbero nel pieno della salute e delle capacità mentali se avessero un minimo per mangiare….
Pertanto la coerenza richiederebbe molto maggiore rigore morale di quello sostenuto per far proseguire l’alimentazione per Eulana per cui gli oppositori alla sospensione dell’alimentazione dovrebbero sentirsi obbligati ad evitare che qualcuno muoia di fame.
Possiamo quindi evidenziare tale dovere ogni volta a chi sbandiera la “sacralità della vita”…
Possiamo chiamare alla coerenza Berlusconi, Sacconi, la Roccella, Formigoni, i vescovi, i cardinali, il Papa, e compagnia bella. Dìano prima le loro ricchezze ai “vivi” che rischiano di morire di fame altrimenti, secondo i loro stessi parametri dovremmo considerarli assassini…..?
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Condivido in pieno.
E spero che siano tanti a pensarla allo stesso modo.
Mi chiedevo anch’io: se tutto quell’impegno per una vita sola fosse dedicato anche per le migliaia di quelle che muoiono ogni giorno di fame, risolveremmo presto i veri problemi.
Ma … chissà perché alcune vite contano e altre no!
Soprattutto per i cristiani non si capisce perché.
Maria
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