Scritto da Franco Londei su Secondo Protocollo
Oggi è la giornata mondiale della pace, decretata dalle Nazioni Unite per celebrare il 60° anniversario della Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo, un avvenimento che ha cambiato il concetto stesso di Diritto dando al pianeta una serie di regole che purtroppo ancora oggi in molti violano.
Noi di Secondo Protocollo vorremmo però che questa giornata non fosse solo una delle tante “giornate simboliche” che periodicamente le Nazioni Unite decretano, ma vorremmo che sia per i potenti del pianeta un giorno di profonda riflessione su cosa siano veramente i Diritti Umani, su come fare in modo che quegli importantissimi e fondamentali articoli vengano rispettati, e su come anche nelle più moderne democrazie ci siano purtroppo importanti nicchie di violazioni dei Diritti Fondamentali.
E’ indubbio che a 60 anni dalla Dichiarazione Universale ci siano Paesi dove i Diritti vengono sistematicamente violati, come è indubbio che il mondo del 2008 è un mondo dove i conflitti armati la fanno da padrone rispetto alla pace e al dialogo, dove addirittura è nato il concetto della “guerra umanitaria” o della “guerra per portare democrazia”, concetti rivoltanti che devono scomparire perché non c’è niente di umanitario in una guerra come non si può portare democrazia usando le armi. Su questo vorremmo che i potenti del mondo riflettessero veramente.
Segue
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I Romani dicevano: “Se vuoi la pace, prepara la guerra“.
Oggi dobbiamo dire: “Se vuoi la pace, preparala/costruiscila“. Bisogna risolvere i problemi, attuare la giustizia, promuovere il diritto dei popoli e dei singoli, ecc.
Per fare questo occorrerebbero urgentemente organismi di controllo e di promozione internazionale veramente democratici ed efficienti al posto degli attuali che, o sono inefficienti come l’ONU, o rappresentano gli interessi dei potenti e dei ricchi come il G8….
Sembra evidente che i potenti ed i ricchi non faranno mai organismi veramente democratici, né cederanno spontaneamente le loro posizioni di privilegio. L’unica possibilità si può avere con l’azione coordinata dei piccoli stati e dei popoli.
Per questo, realtà come la Repubblica di S. Marino, che sono rappresentate nei principali organismi internazionali, possono farsi promotrici di proposte interessanti…..
La Rep. di S. Marino ci offre anche un grande vantaggio: è facile per alcuni di noi contattare e interessare gli esponenti delle forze politiche e i rappresentanti delle sedi internazionali….
I dirigenti Sammarinesi (e altri di piccoli stati che si potessero eventualmente interessare) sarebbero ben lieti di poter avere “visibilità internazionale” e “farsi grandi” tra i giganti!
Pertanto possiamo elaborare proposte concrete e presentarle!!!
Come spunto iniziale di dibattito proporrei:
ONU – Che fare?
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