ONU – Che fare?

Dopo la caduta del muro di Berlino si ebbe la sensazione che il mondo avrebbe conosciuto un periodo di relativa pace e benessere. Invece, purtroppo, gli avvenimenti che portarono all’abbattimento di quel muro hanno aperto il vaso di Pandora, liberando tensioni che covavano sotto la cenere, bloccate dal sistema dei due blocchi.

Negli ultimi anni abbiamo assistito al sorgere ed acuirsi di problemi internazionali assai preoccupanti, sia per le varie crisi in atto, sia per la mancanza di prospettive di soluzioni.

Oltre all’evidente persistere e aggravarsi di conflitti e movimenti estremistici in varie parti del mondo, crescono molti altri problemi di vario genere a livello mondiale.

La crescente globalizzazione richiederebbe regolamenti, controlli e autorità internazionali in grado di regolare e limitare il regime di giungla ove prevale il più forte, il più prepotente, il più furbo, ecc.

Non c’è speranza per i più deboli ed indifesi.

Per dare un’idea della necessità di una organizzazione democratica internazionale che possa guidare e regolamemtare i rapporti e i problemi internazionali, oltre alle guerre e agli estremismi di vario genere, basta pensare all’inquinamento, all’economia selvaggia, allo sfruttamento dei deboli, alla distruzione delle foreste, alle tante sfide che aspettano l’umanità, ecc….

Le organizzazioni internazionali esistenti sono sempre (o quasi) a servizio dei paesi più forti e più ricchi. Sarebbe ingenuo pensare che facciano gli interessi dei popoli più poveri e deboli, o che si preoccupino eccessivamente della reale e giusta soluzione dei problemi mondiali.

L’ONU, che potrebbe essere l’organismo idoneo ad affrontare e risolvere questi problemi, purtroppo non funziona come dovrebbe.

Tra l’altro, la tendenza ad aggiungere altre nazioni con il diritto di veto, sotto questo aspetto renderebbe ancora meno facile prendere decisioni…

Che fare?

La politica dovrebbe fare salti mortali per cambiare questo stato di cose.

Qualsiasi proposta decente sarebbe utile e ben accetta.

Personalmente vorrei iniziare con una piccola proposta/provocazione:

Supponiamo che i paesi (o gran parte di essi) che non hanno diritto di veto, accettino di vincolarsi non solo alle risoluzioni delle Nazioni Unite, ma anche alle maggioranze espresse da questo organismo …..

Non potrebbe essere un modo di bypassare i veti e di dare forza e iniziativa ai paesi meno forti e ad una maggiore democrazia mondiale?

2 Risposte

  1. Penso che, avendo la fortuna di poter “contattare ed interessare” direttamente i rappresentanti di uno stato come San Marino, potrebbe essere facile esporre una proposta ben articolata.
    Ritengo che uno stato come San Marino, troppo piccolo per far sorgere dubbi di doppi fini o logiche di potere internazionale, potrebbe essere l’ideale per proposte del genere. Iniziative del genere potrebbero anche avere e dare maggior senso nel contesto della “democrazia più antica” e della “patria della libertà”………
    Propongo quindi di cominciare a preparare una proposta.
    Ovviamente questo non esclude che si percorrano anche altre strade che permettano di incidere sulla pubblica opinione e sui governi. Al riguardo, possiamo cominciare col diffondere le idee e le iniziative su internet, cercando di coinvolgere più persone possibile nel dibattito, nella preparazione e nella presentazione di proposte concrete…..

  2. Non avevo pensato a questa opportunità. Mi sembra una buona idea. Quando avrai preparato la proposta, si vedrà poi come presentarla.
    E, se anche subito non venisse accolta favorevolmente, si vedrà come procedere.
    Non arrendiamoci facilmente!

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