Vaticano contro paradisi fiscali!

Da La Stampa:

A pochi giorni dal monito lanciato dal vescovo Gianpaolo Crepaldi, segretario del Pontificio consiglio della Giustizia e della Pace, il Papa, ricevendo la «Centesimus Annus-Pro Pontifice», fondazione impegnata nell’attività caritativa, anticiperà stamattina i temi dell’enciclica sociale in uscita tra due settimane.

Secondo papa Ratzinger, i guasti di un sistema basato sull’idolatria del denaro e sull’egoismo oscurano la ragione e la volontà dell’uomo conducendolo su strade sbagliate. Nella bufera dei mercati, la crisi è l’occasione per ripensare l’economia tenendo conto delle esigenze di tutti gli strati della società. Una linea testimoniata da chi, come Crepaldi, ha riflettuto con il Pontefice su una crisi per uscire dalla quale «occorre non solo riattivare i sistemi finanziari dei Paesi sviluppati ed emergenti, ma anche bloccare la volatilità dei capitali e lo scandalo dei paradisi fiscali e delle banche off shore». Con una critica a «Paesi come l’Italia che tuonano contro i paradisi fiscali ma, invece di sopprimerli, li ospitano e li adoperano».

Intanto è silenzio nei Sacri Palazzi sul libro-choc «Vaticano spa», basato sull’archivio segreto di monsignor Renato Dardozzi (consigliere economico della Segreteria di Stato), che documenta come un fiume di denaro, tra contanti e titoli di Stato, sia stato veicolato dallo Ior in una ragnatela «off shore» di depositi paravento intestati a fondazioni inesistenti. Tra l’89 e il ’93 vengono compiute operazioni su questi depositi per 275,2 milioni di euro di oggi, movimenti in contanti per 100 milioni, e transitano 100 milioni di Cct. Su uno dei conti aveva la firma Giulio Andreotti in un deposito intestato alla «Fondazione cardinale Francis Spellman». Somme passate dai caveau dello Ior inquietando non solo la Segreteria di Stato, ma anche l’appartamento pontificio.

Articolo originale

Festa dei lavoratori?

Da diversi anni il movimento per i diritti dei lavoratori e, soprattutto, dei diritti di chi non ha lavoro o ne ha di saltuari e assai precari, registra un arretramento sia nelle condizioni e nelle situazioni del lavoro che nelle possibilità e prospettive per un futuro migliore. Sembra di assistere ad una lenta ma inarrestabile e rassegnata ritirata di fronte a necessità come la competitività internazionale……

La globalizzazione e la de-localizzazione non regolate né guidate hanno messo in concorrenza sistemi di produzione che utilizzano mano d’opera a bassissimo costo, e con tutele dei diritti assai scarse, con sistemi come i nostri con un livello di vita più alto e costoso che, più o meno, almeno in teoria, riconoscono i diritti fondamentali alla manodopera. Questo ha portato ad un abbassamento generale delle retribuzioni e delle condizioni dei lavoratori e al diffondersi del precariato e della disoccupazione nei paesi industrializzati.

La crisi mondiale in atto ha evidenziato una situazione gravissima di tutto il sistema economico. Alquanto scoraggiante è il fatto che, per studiare ed adottare misure per salvare il sistema ci si avvale di tecnici ed “esperti” che sono stati i primi responsabili della situazione…. Persino il presidente degli Stati Uniti, Obama, fra i suoi massimi consiglieri in merito ha direttori di banche pesantemente coinvolte e responsabili…..

Il campo di lotta per i diritti dei lavoratori, come per vari altri diritti fondamentali dell’uomo, si è allargato man mano che si sono sviluppati i rapporti e gli scambi internazionali. In un mondo sempre più globalizzato occorre consapevolezza, organismi soprannazionali e movimenti in grado di rappresentare e guidare le masse per la conquista e la difesa dei diritti.

Nelle società “primitive” tutti avevano una capanna per dormire, un minimo per vivere, una “vita” sociale, ecc. Non possiamo rassegnarci al fatto che nelle società “moderne”, per tanti sia praticamente impossibile avere i più elementari mezzi di sussistenza, di istruzione, prospettive future, ecc…

L’intero sistema globale è fallimentare in quanto ha portato ad un mondo di pochi ricchi, di moltissimi poveri e di milioni che muoiono di fame o sono ai limiti della sussistenza.

Bisogna maturare la consapevolezza che, come ai tempi delle prime lotte dei lavoratori, bisogna unire le forze di tutti gli oppressi e delle fasce medio-basse della società globale e rivendicare un diverso ordine mondiale.

Le risorse globali sono di tutti e devono andare a beneficio comune; ogni proprietà delle risorse dovrebbe essere solo parziale, condizionata o a tempo….Occorrono forme di ri-distribuzione globale pacifiche e democratiche…Occorrono forme di produzione “a misura d’uomo” e per l’uomo.

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Nuovo Ordine Globale – 1a parte

Nuovo Ordine Globale – 2a parte

Nuovo Ordine Globale – 3a parte

Quanta acqua consumiamo per mangiare?

Da Genitron Sviluppo:

consumo acqua, consumo di risorse idriche, risorse idriche, consumo di acqua dolce, risparmiare acqua, risparmio di acqua, risparmio acqua dolceOrzo e grano: 1300 litri di acqua per 1 Kg di orzo. Il 3% dell’acqua dolce del pianeta viene consumato annualmente per la coltivazione dell’orzo, ciò equivale a 20 bilioni di mc di acqua ogni anno vengono consumati per la produzione mondiale domestica di orzo.

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consumo acqua, consumo di risorse idriche, risorse idriche, consumo di acqua dolce, risparmiare acqua, risparmio di acqua, risparmio acqua dolceRiso: 3.400 litri di acqua per 1Kg di riso. Ogni anno vengono consumati 1.350 bilioni di mc di acqua per la coltivazione del riso, l’equivalente del 21% del consumo totale di acqua nella coltivazione di granaglie.

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consumo acqua, consumo di risorse idriche, risorse idriche, consumo di acqua dolce, risparmiare acqua, risparmio di acqua, risparmio acqua dolceCarne vaccina: 15.300 litri di acqua per 1 Kg di carne. Nell’industria dell’allevamento ci impiega 3 anni prima che un animale venga macellato per produrre circa 200Kg di carne per uso domestico. L’animale così consuma 1300Kg di granaglie, 7200Kg di fieno secco, 24mc di acqua e 7mc di acqua di servizio. Per 1Kg di carne viene consumato quindi 6,5Kg di grano, 36Kg di granaglie e 155l di acqua, ciò equivale a 15.300l di acqua.

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consumo acqua, consumo di risorse idriche, risorse idriche, consumo di acqua dolce, risparmiare acqua, risparmio di acqua, risparmio acqua dolceCarne di pollo: 3.900 litri di acqua per 1Kg di carne di pollo. Nell’industria di allevamento, ogni pollo impiega circa 10 settimane prima di essere macellato, ogni pollo produce 1,7Kg di carne consumando: 3,3Kg di granaglie, 30l di acqua per bere e di servizio.

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consumo acqua, consumo di risorse idriche, risorse idriche, consumo di acqua dolce, risparmiare acqua, risparmio di acqua, risparmio acqua dolceCarne di maiale: 4.800 litri di acqua per 1Kg di carne di maiale. Nell’industria di allevamento, ogni maiale impiega 10 mesi prima di essere macellato. Un maiale consuma 385Kg di granaglie, 11 mc di acqua da bere e di servizio e 1mc di acqua durante la macellazione.

Originale completo

OCCASIONI PER SOPRAVVIVERE

Da AGI:

G8 AMBIENTE E GIORNO DELLA TERRA, OCCASIONI PER SOPRAVVIVERE

G8 AMBIENTE E EARTH DAY, OCCASIONI PER SOPRAVVIVERE(AGI) – Roma, 22 apr. – La Biodiversita’ e’ una ‘tematica strategica, oggi ancora troppo chiusa nel circolo degli addetti ai lavori e che deve essere innanzi tutto meglio compresa dall’opinione pubblica’. E’ quanto ha affermato il ministro dell’Ambiente, Stefania Prestigiacomo, nell’incontro con Ong e societa’ civile, in apertura dei lavori del G8 Ambiente a Siracusa e in concomitanza con l’Earth Day di cui oggi in 175 nazioni si celebra la 39/ma edizione.

“Dobbiamo fare uno sforzo – ha detto la Prestigiacomo – per trasmettere ai governi ed alle popolazioni del pianeta l’importanza dell’impegno per contrastare la perdita della biodiversita’, un impegno che deve essere parte integrante sia delle politiche di sviluppo che delle strategie per la lotta ai cambiamenti climatici. Perche’ dalla perdita della biodiversita’ deriva il peggioramento delle condizioni di vita delle popolazioni, l’impoverimento delle risorse naturali del pianeta e minori opportunita’ di contrastare gli effetti negativi dei mutamenti climatici’.

La biodiversita’ -ha fatto notare il ministro -risulta’ un elemento chiave per lo sviluppo e il benessere dell’umanita’ indipendentemente dal livello economico dei singoli paesi, e diventa quindi una sfida globale’; ‘Vorremo concludere la riunione con una dichiarazione politica: ‘La Carta di Siracusa sulla biodiversita”- ‘Carta di Siracusa on Biodiversity’ – ha affermato Prestigiacomo – La Carta contiene una serie di indicazioni e priorita’ che rinnovano l’impegno internazionale, anche alla luce dei risultati del Target 2010, obiettivo in gran parte disatteso’.

Testo completo

La forza dei deboli

L’unione fa la forza“.

Molte specie viventi hanno trovato il loro punto di forza in forme più o meno accentuate di collaborazione reciproca.

La specie umana non fa eccezione, anzi, più che altre specie, ha saputo sviluppare anche forme particolarmente complesse e varie per affrontare meglio sfide di ogni genere.

La strategia è valida anche e soprattutto in riferimento a condizioni di maggiore difficoltà. Per questo nella situazione generale di crisi economica e sociale mondiale e, in particolare, per affrontare meglio i drammi e le sfide del dopo terremoto, sarebbe opportuno ricorrere più possibile alla collaborazione reciproca

Non vanno certamente sottovalutate o, tantomeno condannate, le varie forme di aiuto ed assistenza pubblica e privata che, in una società civile, dovrebbero invece essere forti e ben organizzate. Ma siamo ben consapevoli dei limiti ed i pericoli concreti in una realtà come quella italiana nella quale solitamente gli aiuti pubblici, nella migliore delle ipotesi e cioè quando non finiscono in gran parte alla mafia, al clientelismo e ai profittatori, si disperdono in rivoli e burocrazie…Le grosse somme richiamano grossi interessi e grossi “pescecani”. Non è difficile prevedere una “invasione” di gruppi mafiosi e/o illegalità varia e diffusa…

Così sarebbero di grande aiuto tutte le iniziative di coloro che sono direttamente colpiti dalle calamità o dalle difficoltà economiche e sociali del nostro sistema: comitati, organizzazioni, elezione di rappresentanti, organi di stimolo e di controllo, sistemi di interscambi ed aiuti reciproci, autogestione, ecc.

I diretti interessati, avendo poco o nulla da perdere, oltre al massimo interesse ovvio in prima persona, hanno una grande forza da spendere in una ricostruzione più veloce e più adeguata ai bisogni concreti delle popolazioni colpite…..

In questo momento l’attenzione va naturalmente ai terremotati, ma il criterio è universale e andrebbe applicato a tutte le situazioni di povertà e di bisogno. Come esposto altrove, bisogna immaginare e costruire un diverso ordine globale. Per poterlo realizzare bisogna far leva soprattutto sulla “forza dei deboli“, dei poveri, dei bisognosi, degli emarginati, degli esclusi…..

La Banca del Tempo

Originale:

E’ un istituto di credito molto particolare. Presso il suo sportello non si deposita denaro e non si riscuotono interessi. Nella Banca del tempo si deposita la propria disponibilità a scambiare prestazioni con altri aderenti usando il tempo come unità di misura degli scambi.

A ciascuno degli aderenti viene intestato un conto corrente e dato un libretto di assegni. Entrambi sono sottoposti a controllo per evitare che si vada in rosso oppure che ci siano depositi troppo alti. La Banca realizza il massimo di utile quando rimane senza depositi in cassa; il correntista quando ha esaurito gli assegni.

L’adesione è volontaria e l’unico obbligo che ne deriva è quello di rendere il tempo ricevuto. Per far vivere la Banca è necessaria, di tanto in tanto, una ricapitalizzazione del tempo da parte dei correntisti e la raccolta di nuovi aderenti.

La Banca del tempo è regolata dal principio dello scambio. Scambio di tempo contro altro tempo e di prestazioni contro altre prestazioni con una condizione di completa parità tra le persone. Il tempo offerto e richiesto ha lo stesso valore indipendentemente dalla condizione sociale, economica o professionale di coloro che aderiscono.

In Italia le Banche del tempo avviate e funzionamenti sono circa ottanta. La prima è nata nel 1992 a Parma per iniziativa del sindacato pensionati della UIL, ma l’antesignana delle banche attualmente esistenti è nata nel 1995 su proposta del Comitato Pari Opportunità del Comune di Sant’Arcangelo di Romagna. Altre realtà hanno avviato il progetto: Milano, Perugia, Padova e Roma attraverso l’Ufficio Tempi e Orari della città; Ivrea, Vercelli, Napoli, Novara, Venezia, Aosta e per iniziativa di associazioni e sindacati. L’unica banca attualmente funzionante in Toscana opera a Certaldo.

Il tempo può essere usato e valutato in modo diverso solo a partire dalla disponibilità dei singoli e questo può essere deciso attraverso le regole interne che gli aderenti alla banca si daranno. Ciò potrebbe essere fatto attraverso uno “statuto”, periodicamente aggiornabile, o un più semplice regolamento.

La diversa condizione dei correntisti può porre un problema e cioè: il peso del tempo scambiato può variare a seconda della quantità di chi ne dispone? E’ semplice per gli scambi tra le persone che lavorano, qualunque sia la loro professione, ma un’ora di un pensionato vale come quella di un lavoratore dipendente oppure può valere di meno? A Parma, un pensionato scambia un’ora contro la mezz’ora di un lavoratore; a Sant’Arcangelo lo scambio avviene per ore alla pari. Quest’ultima scelta risponde meglio all’obiettivo di dare valore al tempo e alla parità tra i soggetti.

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Cronache dall’AIDS

Da Resistenza Laica:

Aids: Msf, Irrealistico Promuovere Solo Astinenza e Fedelta’

Roma, 26 mar. (Adnkronos Salute) – L’idea di combattere la diffusione dell’Aids solo con l’astinenza è “ingenua e irrealistica”, e la fedeltà non ha aiutato molte delle persone colpite dall’epidemia.

A intervenire nell’acceso dibattito di questi giorni, relativo all’uso o meno del condom nella battaglia contro l’infezione e alla sua reale efficacia, è Medici senza frontiere (Msf), Ong impegnata negli interventi sanitari nei Paesi poveri.

Con un’intervista diffusa oggi da Kalpana Sabapathy, esperto di Hiv-Aids di Msf, l’organizzazione critica la posizione di quanti promuovono appunto l’astinenza come una delle strade privilegiate per fermare la diffusione della malattia. Fra questi ultimi, come è noto, c’è anche il Vaticano. “L’utilizzo del preservativo – spiega il medico – è la chiave del sesso sicuro. Non solo previene l’Hiv, ma anche molte malattie sessualmente trasmissibili. E previene anche le gravidanze indesiderate. I rapporti sessuali sono una realtà della condizione umana. Promuovere solamente l’astinenza per controllare l’epidemia Hiv-Aids è un approccio ingenuo e irrealistico. Un obiettivo più realistico è quello di assicurarsi che le persone abbiano un comportamento sicuro”.

I medici di Msf, “che lavorano con le persone colpite dall’Hiv-Aids – continua – sono dolorosamente consapevoli che la fedeltà non ha aiutato molti dei loro pazienti. L’Hiv è un’infezione cronica che può impiegare anni a manifestarsi come malattia. Di conseguenza, persone apparentemente in salute, nel pieno della loro vita riproduttiva, potrebbero inconsapevolmente diffondere un’infezione che si sono presi anni prima. L’astinenza è praticata da alcuni, ma è impraticabile per molti adulti. La promozione del sesso sicuro è la sola scelta responsabile”, avverte.

In conclusione, “accettare le diverse realtà della vita delle persone che curiamo è parte fondamentale del processo per promuovere la loro salute e il loro benessere effettivi. Msf promuove l’utilizzo del preservativo per gli individui sessualmente attivi nelle comunità dove lavoriamo. Allo stesso tempo, continuiamo la lotta per aumentare l’accesso alle cure mediche e ai farmaci antiretrovirali per le persone colpite dalla malattia”.

Testo completo

Il Papa: solidarietà ai più poveri…

Da Il Messaggero:

ROMA (29 marzo) – Un messaggio di solidarietà e fratellanza «in questo tempo di crisi sociale ed economica». A lanciarlo il pontefice che ha celebrato questa mattina una messa nella chiesa del Santo Volto di Gesù, nel quartiere romano della Magliana,

Bisogna porsi «al servizio dei fratelli, guardando oltre le proprie personali difficoltà» ha spiegato Benedetto XVI nell’ottava visita del suo pontificato nelle periferie della diocesi. Ha ringraziato la parrocchia per il «meritevole sforzo» che sta compiendo «per andare incontro, come è possibile, alle attese dei più poveri e bisognosi». Ad accogliere papa Ratzinger una folla di persone che il pontefice, con un gesto fuori programma, ha voluto benedire prima ancora della messa, invitando a reagire alle difficoltà con la fede e l’amore per il prossimo.

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Più e prima di parlare di carità, che può anche essere offensiva, dovremmo richiamarci alla giustizia, alla collaborazione, all’interdipendenza e alla solidarietà reciproca, ad una politica sociale globale….

Nuovo Ordine Globale – 3a parte

….SE IL PAPA… VENDESSE UNO DEI SUOI ANELLI SFAMEREBBE IL CONGO !!

Nuovo Ordine Globale – 3a parte

(Nuovo Ordine Globale – 1a parte)

(Nuovo Ordine Globale – 2a parte)

I criteri in base ai quali proporre un Nuovo Ordine Mondiale possono essere compresi in due categorie, più o meno in contrapposizione tra loro. Bisogna evitare sia Scilla che Cariddi passandoci nel mezzo indenni.

1) Le risorse del pianeta appartengono ai suoi abitanti; a tutti, animali e piante comprese. Pertanto dovrebbero essere distribuite in modo adeguato affinché ciascuno abbia la parte che gli spetta. Ogni nuovo nato ha dei diritti fondamentali sanciti, tra l’altro, nella Dichiarazione Universale dei Diritti dell’Uomo.

2) Come abbiamo visto, i sistemi che hanno provato il socialismo reale hanno fallito più o meno miseramente a causa a) del ricorso alla costrizione invece che alla condivisione, b) mancanza di sufficiente interesse personale, c) inesistente o insufficiente concorrenza ai diversi livelli della vita sociale ed individuale.

Allora cosa e come fare?

Prima di tutto e soprattutto occorre un cambiamento profondo di mentalità nella cultura civile comune perché ci si renda conto della situazione fallimentare della gestione globale, per scrollarci di dosso il senso di ineluttabilità e di impotenza di fronte al disastro generale, per convincerci e convincere che si può e si deve cambiare radicalmente il sistema complessivo in modo da garantire almeno i diritti minimi a tutti e uno sviluppo equo ed eco-compatibile per tutto il pianeta. E’ necessario renderci consapevoli che la miseria generalizzata, le guerre e le ingiustizie che colpiscono gran parte dell’umanità non sono situazioni normali, mali inevitabili della civiltà, prodotti da incapacità dei popoli poveri, una “volontà divina”, ecc.

Occorre evidenziare i vantaggi della  giustizia, della integrazione e solidarietà reciproca comune. In una società sempre più interdipendente, i problemi, le ingiustizie, le malattie, le guerre, la miseria,  le insicurezze, l’inquinamento, lo sfruttamento indiscriminato delle risorse, la distruzione ecologica, ecc. si ripercuotono negativamente sull’intera umanità. Come la malattia di una parte del nostro organismo si ripercuote su tutto il corpo e va curata prima possibile per evitare che pregiudichi anche altri organi o persino l’intera persona, la situazione di grave miseria, malattia e sottosviluppo di una parte importante dell’umanità, oltre ad essere inaccettabile sul piano della giustizia e del bene complessivo globale, si riflette pesantemente anche nei rapporti e nelle condizioni di vita di quasi tutti gli abitanti del pianeta, anche nei paesi più sviluppati. Infatti, proprio perché si mettono in concorrenza i sistemi di produzione e di lavoro dei paesi più industrializzati con quelli in via di sviluppo o poveri, cresce la precarietà del lavoro, la disoccupazione, cala la qualità della vita, ecc…. La soluzione di tali problemi sarebbe un bene per tutti.

Un sistema sociale globale offrirebbe maggiori garanzie a tutti. Come il garantire libertà di espressione anche a chi propone idee opposte alle nostre assicura anche a noi tale libertà, altrettanto vale per tutti gli aspetti del sociale: garantire una condizione di vita umana minima assicura anche a noi altrettanto in caso di necessità. In una società nella quale la specializzazione e l’interdipendenza sono sempre più accentuate, un apporto di tutti consentirebbe maggiore e migliore sviluppo scientifico e tecnologico….

La proprietà privata si potrebbe/dovrebbe intendere condizionata e/o a tempo per impedire che le risorse vengano accumulate troppo. Nel secolo scorso in Italia si dovette risolvere il problema del latifondo per dare terra e mezzi di sussistenza a tanta gente. Oggi, a livello mondiale, esiste un problema simile a livelli molto più grandi: le risorse del pianeta sono state accumulate nelle mani di pochi individui anzi, quel che è peggio, nelle “mani” di gruppi gestiti dai capitali che seguono logiche ed interessi impersonali e, non necessariamente, umani. Questa è la causa di una grande povertà diffusa su gran parte del pianeta. La globalizzazione ha contribuito ad accentuare il  problema. In ogni caso, qualsiasi siano state le cause, occorre una significativa ridistribuzione delle risorse.

Se le risorse e la produzione globale fossero insufficienti per garantire un livello di vita minimo “umano” a tutti, o si trova il modo di aumentare la produzione, sempre in modo da non impoverire il pianeta e l’eco compatibilità, o si devono disincentivare le nascite.

Abbiamo visto che le guerre, le violenze e le imposizioni messe in atto dai regimi comunisti/socialisti per dare i mezzi di produzione ai lavoratori, invece di risolvere il problema, lo hanno peggiorato. Per questo bisogna far ricorso alla “lotta” pacifica e democratica di una politica ed un sindacalismo internazionale forte e unito sui temi di fondo. Per problemi globali occorre una politica ed un sindacalismo globale cosciente dei diritti di gran parte dell’umanità.

Bisogna garantire sia l’interesse personale al proprio miglioramento economico, sociale, alla realizzazione dei propri ideali, mantenere la competizione e la concorrenza, sia i diritti di tutti.

L’ONU in teoria è l’organismo che rappresenta tutti governi del mondo quindi dovrebbe regolare i rapporti internazionali, dirimere pacificamente le questioni tra stati e organismi soprannazionali, difendere i diritti dei popoli più deboli ed oppressi, promuovere la giustizia, l’istruzione, lo sviluppo, combattere l’inquinamento e lo sfruttamento irresponsabile delle risorse del pianeta, ecc. Abbiamo visto che l’ONU è ormai quasi completamente inefficiente e le risorse che spende sono in gran parte assorbite dall’apparato…(Assemblea Generale dell’Onu, tutti d’accordo su una cosa: l’Onu è inutile)

Evidentemente per l’incapacità dell’ONU a risolvere i problemi internazionali, negli ultimi decenni sono nati altri organismi come i G7, G8, G20; organizzazioni umanitarie; ecc. Il G8 rappresenta gli 8 paesi economicamente più grandi del mondo e, come i precedenti Gx, regola gli aspetti economici dell’economia globale. Attraverso la gestione dei sistemi economici e la determinazione delle sue leggi, si possono controllare molte delle leve principali del governo mondiale. Il fatto che questo aspetto sia gestito dai paesi più ricchi, anche supponendo le loro migliori intenzioni, cosa che è lecito dubitare, le prospettive e gli interessi non possono non essere loro, non certo quelli dei poveri, bisognosi e sottosviluppati.

A seguito della gravissima crisi monetaria internazionale, è appunto il G8 il punto di riferimento a cui si rivolgono i governi per tentare di trovare le risposte più adeguate alla situazione. Vista l’estrema gravità del problema, in via eccezionale, per coinvolgere anche le economie dei paesi emergenti, si è pensato bene di ricorrere al G20. In tutto questo l’ONU non ha neanche voce!

Come qualunque conquista del mondo operaio e sociale è partita dal basso, dai lavoratori e dalle masse oppresse, anche per realizzare un nuovo ordine globale occorre far leva sui popoli, specialmente quelli più oppressi ed impoveriti. Al posto delle società delle nazioni più ricche e potenti e dei vari organismi come i Gx, occorre costruire una Democrazia Globale, una Democrazia dei Popoli

Fortunatamente non si parte da zero: ci sono stati e ci sono tentativi ed esperienze che tendono a migliorare o risolvere i problemi mondiali. In ogni caso dovrebbero essere le richieste e le proposte dei popoli, specialmente dei  più direttamente interessati, a determinare le soluzioni, più che le nostre concettualizzazioni astratte…

Riformare il sistema finanziario

Da MediaMente:

I sostenitori della globalizzazione neo-liberista ritengono che questa porti dei vantaggi anche ai Paesi del Terzo mondo. Lei cosa ne pensa?

L’attuale sistema commerciale e finanziario lavora a vantaggio dei paesi ricchi e di qualche paese povero. La maggioranza di questi ultimi, invece, soffre per la liberalizzazione troppo veloce delle importazioni, che fa sì che nei paesi ricchi in Europa e in America arrivi cibo a basso costo, mentre milioni di contadini del Terzo mondo perdono la terra. Molti Paesi in via di sviluppo, come Cina, Thailandia, Argentina, Indonesia sono sprofondati nel baratro per la globalizzazione troppo veloce. Così credo che l’intero modello della politica di globalizzazione sia sbagliato.

Quali sono i fini del “Third World Network”?

Si tratta di un network di movimenti sociali e di gruppi di cittadini di molti paesi del Terzo mondo – Asia, Malesia (dove abbiamo il segretariato) Africa e America Latina – che porta la voce di questi nell’ “arena” globale; abbiamo constatato, infatti, che molte decisioni vengono prese dalle istituzioni in conferenze globali. Con questo network intendiamo rappresentare tutti i punti di vista, quando vengono prese le decisioni.

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